Maternità

Svezzamento neonato: inizia l’avventura della pappa

Lo svezzamento del neonato è un momento della crescita particolarmente importante, sia a livello fisico che psicologico. Dopo i primi mesi in cui l’allattamento scorre più o meno tranquillo, arriva l’ora di stravolgere tutte le abitudini alimentari del piccolo. Il …

Lo svezzamento del neonato è un momento della crescita particolarmente importante, sia a livello fisico che psicologico. Dopo i primi mesi in cui l’allattamento scorre più o meno tranquillo, arriva l’ora di stravolgere tutte le abitudini alimentari del piccolo.

Il significato dello svezzamento è proprio questo: l’introduzione di alimenti solidi – cosiddetti complementari – che vanno ad affiancare il latte fino piano piano a sostituirlo. Una vera rivoluzione, insomma, per un bimbo che non ha mai avuto esperienza di consistenze diverse da quella liquida e di sapori diversi da quello del latte, materno o artificiale che sia.

Come tutte le nuove avventure, può spaventare… non tanto il bimbo, quanto piuttosto la mamma. Ti chiedi quando dovresti iniziare a svezzarlo, come farlo, se preferire l’autosvezzamento o la modalità tradizionale, se ci sono cibi da evitare: le domande sono tantissime, lo sappiamo. È proprio per questo che abbiamo deciso di darti le risposte che stai cercando. Dopo questo articolo, lo svezzamento del neonato non avrà più segreti per te!

Svezzamento e OMS: le linee guida

Tutti i neogenitori confusi e pieni di interrogativi hanno a disposizione un punto sicuro da cui partire: le linee guida dell’OMS sullo svezzamento dei neonati.

Parecchio tempo fa, quando tu eri piccola, le regole da seguire erano piuttosto rigide. Imponevano tempi, schemi, tipologie di cibi da introdurre a seconda dell’età, cotture da preferire e chi più ne ha più ne metta. La ricerca però è progredita, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha modificato quel regolamento così “spigoloso” trasformandolo in suggerimenti più elastici.

Ecco quali sono i principali:

– Anche dopo aver avviato lo svezzamento, puoi continuare ad allattare – anzi, l’OMS suggerisce di affiancare i cibi solidi all’allattamento al seno fino ai due anni.

Non viene più indicato un ordine preciso con cui presentare gli alimenti al bambino o un menu specifico da proporgli.

– L’importante è fornire un’alimentazione varia e completa, integrando le abitudini della famiglia e le indicazioni del pediatra.

– Un accorgimento da seguire è quello di introdurre i cibi nuovi uno alla volta: così facendo si dà tempo al piccolo di abituarsi ai sapori e si possono notare eventuali reazioni avverse dell’organismo.

– Non è necessario aspettare una certa età per proporre determinati alimenti, come il glutine o l’uovo: la scienza ha dimostrato che ritardare la loro introduzione non influenza lo sviluppo di allergie.

– Durante lo svezzamento del neonato puoi offrirgli la pappa col cucchiaino, ma lascialo libero anche di toccarla e di mangiare con le mani se lo desidera. Questo lo aiuterà a prendere confidenza con le consistenze e con l’idea di alimentarsi in autonomia.

– Se dimostra di non gradire un certo alimento, non forzarlo a mangiarlo. Glielo potrai riproporre successivamente, magari cucinato in modo diverso.

– Durante il pasto, il bimbo deve stare seduto con la schiena ben dritta, sia per evitare rischi di soffocamento sia per abituarlo a partecipare attivamente a ciò che avviene a tavola.

– Prima dell’anno di età, non aggiungere sale, zucchero né tantomeno miele alle pietanze che prepari per il piccolo.

– Durante lo svezzamento, il neonato deve iniziare a bere anche l’acqua oltre al latte.

Svezzamento: quando cominciare?

L’OMS indica anche quando iniziare lo svezzamento. Pur specificando che le tempistiche dipendono da molti fattori e possono quindi cambiare da bambino a bambino, la regola generale è di cominciare non prima del quarto e non dopo il sesto mese.

Attorno ai 6 mesi infatti l’intestino del bimbo è abbastanza maturo da poter accogliere cibi solidi. Contemporaneamente, lo sviluppo neurologico gli permette di afferrare, masticare e deglutire correttamente.

Oltre a questo, passare all’alimentazione solida è fondamentale per la sua salute: il latte infatti non è più sufficiente per fornirgli energia, proteine, sali minerali e vitamine nelle giuste quantità. Per evitare carenze nutrizionali, a 6 mesi è bene introdurre gli alimenti complementari.

Autosvezzamento o svezzamento del neonato tradizionale?

Un’altra questione da affrontare, quando arriva il momento di svezzare il tuo neonato, è quella della scelta fra il metodo tradizionale e l’autosvezzamento.

Come abbiamo detto, ormai non esiste più uno schema di svezzamento rigido da seguire, quindi anche quello tradizionale è diventato molto più flessibile. Ma c’è ancora qualcosa che lo differenzia dall’autosvezzamento.

Il divezzamento classico adatta i cibi al bambino: prevede la preparazione di pappe, creme, omogeneizzati e altri alimenti che gli adulti non mangiano. Questi gli vengono proposti da mamma e papà con il cucchiaino, come suggerisce l’OMS, e lasciandolo anche pasticciare un po’ – ma il bimbo è sostanzialmente “passivo” e mangia quello che gli viene dato.

L’autosvezzamento, invece, si basa proprio sull’idea di lasciare che sia il bambino stesso a dimostrare un interesse attivo per il cibo. Quando, seduto a tavola, allungherà la manina verso il tuo piatto, capirai che vuole assaggiare ciò che stai mangiando. A quel punto potrai sminuzzare il cibo e lasciarlo libero di esplorarlo. All’inizio le quantità che deglutirà saranno davvero minime, ma un po’ alla volta capirà come avere a che fare con questa novità! Ovviamente, se opterai per questa modalità, tu e il papà dovrete seguire una dieta bilanciata e sana, adatta anche al bimbo.

Quale scegliere? Prima di decidere consultati col pediatra, ma soprattutto decidi in base a ciò che ti fa sentire più tranquilla e che si adatta meglio alle esigenze di famiglia.

Svezzamento: come iniziare senza errori

È chiaro che il modo in cui lo svezzamento inizierà dipende molto dalla modalità prescelta. Al di là di quello, però, vogliamo darti tre ultimi consigli per cominciare col piede giusto.

Ecco quindi gli errori da evitare:

1) Mantieni separati il momento del gioco e quello della pappa: non usare i giochi per “distrarre” il bimbo e farlo mangiare.

Deve stare concentrato sul cibo per imparare a conoscerlo e a gestire il momento del pasto.

2) Non riempire troppo il cucchiaino, soprattutto all’inizio: il bimbo ha bisogno di tempo per capire come deglutire queste nuove consistenze, quindi meglio offrire poco cibo alla volta.

3) Abitualo ai nuovi sapori fin dall’allattamento: se tu segui una dieta varia nei primi sei mesi di allattamento esclusivo, sarà più semplice fargli mangiare da subito tanti cibi diversi.

Con tutte queste informazioni, siamo certi che lo svezzamento del neonato non ti spaventa più come all’inizio. Se hai altre domande, ti invitiamo a lasciarcele nei commenti!

 

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