Maternità

Ragadi al seno in allattamento: come prevenirle e curarle12 minuti

mamma allatta neonato
Gli articoli di Koala il Dottore

L’allattamento è un gesto naturale e intimo, utilissimo sia al neonato che alla mamma. Il piccolo, infatti, trova nel latte materno tutti i nutrienti di cui ha bisogno… ma i vantaggi sono molti anche per te – primo fra tutti, quello di poter instaurare fin da subito una relazione stretta e quasi magica col tuo bimbo.

Il momento della poppata solitamente genera un profondo benessere in entrambi i protagonisti, ma a volte fa capolino un dolore che può rovinarlo. Un po’ di fastidio, soprattutto nei primi giorni, è in realtà fisiologico. Se però non passa, è meglio rivolgersi a un’ostetrica o al medico: potrebbe essere causato dalla comparsa di ragadi al seno.

Ragadi al seno: cosa sono e perché si formano

Le ragadi sono delle piccole lesioni, sottoforma di screpolature o di taglietti più o meno profondi, che possono comparire sul capezzolo o sull’areola causando a volte anche un leggero sanguinamento. Si verificano soprattutto nelle primipare, il cui seno è più delicato e che hanno ancora poca esperienza nell’allattare.

A volte le ragadi si risolvono spontaneamente, ma fin tanto che sono presenti risultano dolorosissime per la neomamma. Tanto che, se la guarigione tarda ad arrivare, spesso portano all’interruzione dell’allattamento naturale perché il dolore è troppo insopportabile. Ma questo sarebbe un vero peccato, visti tutti i benefici dell’allattamento sia per il bimbo che per la mamma!

Perché si formano le ragadi al seno

Al di là del fatto che alcune donne possono avere la pelle più delicata di altre, il che sicuramente rende più probabile lo sviluppo di ragadi, il motivo principale per cui compaiono è uno: l’attacco sbagliato del neonato al seno.

Questo può avvenire per caratteristiche anatomiche della mamma, come il capezzolo rientrante, o del bimbo, come il frenulo della lingua troppo corto: in entrambi i casi, lo sfregamento del capezzolo sul palato del bebè causa l’irritazione che porta alle ragadi.

Anche se l’anatomia non ci mette lo zampino, l’attacco del bimbo durante la poppata richiede un po’ di tecnica per essere messo in pratica in modo perfetto… ed è sempre lì che risiede la causa delle ragadi al seno.

Ragadi al seno: rimedi e prevenzione

Portare le ragadi al seno a una rapida guarigione è importante per diversi motivi. 
Primo fra tutti, come abbiamo già detto, quello di non dover interrompere il prezioso allattamento naturale per colpa del troppo dolore. Anche quando non si arriva a questo estremo, spesso le mamme tendono a diminuire la frequenza o la durata delle poppate e questo potrebbe portare a ingorghi di latte o mastite. Infine, non dimenticare che le ragadi sono lesioni aperte, quindi possono rappresentare una via d’ingresso per batteri o un luogo di proliferazione di lieviti come la candida.

Per tutte queste ragioni, è fondamentale individuare i rimedi giusti per le ragadi al seno – o addirittura provare a prevenirle. Quali accorgimenti puoi adottare?

– Visto che l’attacco del neonato è la causa principale di ragadi al seno, per prevenirle è fondamentale che il suo posizionamento sia il più corretto possibile. Il bebè deve introdurre in bocca sia il capezzolo che l’areola, e succhiare creando un effetto simile a quello di una ventosa. La posizione dev’essere comoda anche per la mamma, perché non deve chinarsi verso il bambino. Il piccolo può essere tenuto in posizioni diverse (anzi, farlo aiuta a stimolare il capezzolo in punti differenti quindi è raccomandato), ma l’importante è che la sua testa sia sempre ben rivolta verso il seno e il collo non sia in torsione. Se dovessi avere problemi con questo aspetto, non scoraggiarti: chiedi aiuto a un’ostetrica che ti mostrerà come attaccare correttamente il tuo bimbo al seno.

– Se le ragadi sono già molto dolorose, è bene attaccare il bambino prima al seno meno dolorante in modo che sfoghi la sua voracità su quello e che la poppata sull’altro risulti più dolce.

– Se è necessario porgere il seno al neonato per far sì che si attacchi, è meglio sorreggerlo a coppa invece che stringere il capezzolo fra indice e medio come per strizzarlo.

– Per lavare i capezzoli, non usare saponi irritanti: va benissimo la semplice acqua tiepida. E asciugali tamponando, non strofinando.

– Quando sei a casa in relax, lascia il seno scoperto più tempo che puoi in modo che prenda aria.

– Se usi coppette assorbi latte, cambiale spesso per non lasciare il capezzolo a contatto con una superficie umida.

– Alla fine di ogni poppata, massaggia capezzolo e areola con qualche goccia del tuo latte: le sue sostanze benefiche idratano la pelle e aiutano la cicatrizzazione.

Fra una poppata e l’altra, usa dei paracapezzoli d’argento… come sarebbe a dire che non ne hai mai sentito parlare?

Paracapezzoli d’argento: alleati contro le ragadi al seno

I paracapezzoli d’argento, nella loro semplicità, sono fra gli alleati migliori contro le ragadi al seno!
Come dice la parola, si tratta semplicemente di piccoli oggetti che coprono capezzolo e areola e che vanno appoggiati su quella zona del seno fra una poppata e l’altra. Farli aderire non è difficile: basta inserirli fra seno e reggiseno e loro manterranno la posizione grazie alla loro forma anatomica.

L’argento puro ha proprietà cicatrizzanti, disinfettanti e antibatteriche, per cui i paracapezzoli d’argento aiuteranno le ragadi a guarire più velocemente… oltre a darti sollievo immediato quando non allatti, facendoti percepire meno dolore e anche proteggendo le lesioni dagli agenti esterni.

Perché i paracapezzoli d’argento risultano migliori rispetto ad altri possibili rimedi?

– Perché non causano irritazioni o secchezza della pelle come invece fanno disinfettanti e molte creme.

– Perché non rilasciano sostanze nocive per il bimbo né un cattivo sapore, a differenza delle creme.

– Perché non lasciano il capezzolo umido, come le coppette assorbi latte che invece impediscono la cicatrizzazione.

Le nostre nonne avevano già scoperto queste proprietà e usavano dei cucchiaini d’argento con lo stesso scopo… per fortuna attualmente esistono strumenti ancora più efficaci come i paracapezzoli d’argento, che potrai usare sia come prevenzione che come rimedio per le ragadi al seno.

Chiaramente, noi ti auguriamo di non incontrare nessun problema durante l’allattamento del tuo piccolo… se però le ragadi al seno dovessero disturbarvi, ora sai come riconoscerle e contrastarle in modo efficace!

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Gli articoli di Koala il Dottore

L’allattamento è un gesto naturale e intimo, utilissimo sia al neonato che alla mamma. Il piccolo, infatti, trova nel latte materno tutti i nutrienti di cui ha bisogno… ma i vantaggi sono molti anche per te – primo fra tutti, quello di poter instaurare fin da subito una relazione stretta e quasi magica col tuo bimbo.

Il momento della poppata solitamente genera un profondo benessere in entrambi i protagonisti, ma a volte fa capolino un dolore che può rovinarlo. Un po’ di fastidio, soprattutto nei primi giorni, è in realtà fisiologico. Se però non passa, è meglio rivolgersi a un’ostetrica o al medico: potrebbe essere causato dalla comparsa di ragadi al seno.

Ragadi al seno: cosa sono e perché si formano

Le ragadi sono delle piccole lesioni, sottoforma di screpolature o di taglietti più o meno profondi, che possono comparire sul capezzolo o sull’areola causando a volte anche un leggero sanguinamento. Si verificano soprattutto nelle primipare, il cui seno è più delicato e che hanno ancora poca esperienza nell’allattare.

A volte le ragadi si risolvono spontaneamente, ma fin tanto che sono presenti risultano dolorosissime per la neomamma. Tanto che, se la guarigione tarda ad arrivare, spesso portano all’interruzione dell’allattamento naturale perché il dolore è troppo insopportabile. Ma questo sarebbe un vero peccato, visti tutti i benefici dell’allattamento sia per il bimbo che per la mamma!

Perché si formano le ragadi al seno

Al di là del fatto che alcune donne possono avere la pelle più delicata di altre, il che sicuramente rende più probabile lo sviluppo di ragadi, il motivo principale per cui compaiono è uno: l’attacco sbagliato del neonato al seno.

Questo può avvenire per caratteristiche anatomiche della mamma, come il capezzolo rientrante, o del bimbo, come il frenulo della lingua troppo corto: in entrambi i casi, lo sfregamento del capezzolo sul palato del bebè causa l’irritazione che porta alle ragadi.

Anche se l’anatomia non ci mette lo zampino, l’attacco del bimbo durante la poppata richiede un po’ di tecnica per essere messo in pratica in modo perfetto… ed è sempre lì che risiede la causa delle ragadi al seno.

Ragadi al seno: rimedi e prevenzione

Portare le ragadi al seno a una rapida guarigione è importante per diversi motivi. 
Primo fra tutti, come abbiamo già detto, quello di non dover interrompere il prezioso allattamento naturale per colpa del troppo dolore. Anche quando non si arriva a questo estremo, spesso le mamme tendono a diminuire la frequenza o la durata delle poppate e questo potrebbe portare a ingorghi di latte o mastite. Infine, non dimenticare che le ragadi sono lesioni aperte, quindi possono rappresentare una via d’ingresso per batteri o un luogo di proliferazione di lieviti come la candida.

Per tutte queste ragioni, è fondamentale individuare i rimedi giusti per le ragadi al seno – o addirittura provare a prevenirle. Quali accorgimenti puoi adottare?

– Visto che l’attacco del neonato è la causa principale di ragadi al seno, per prevenirle è fondamentale che il suo posizionamento sia il più corretto possibile. Il bebè deve introdurre in bocca sia il capezzolo che l’areola, e succhiare creando un effetto simile a quello di una ventosa. La posizione dev’essere comoda anche per la mamma, perché non deve chinarsi verso il bambino. Il piccolo può essere tenuto in posizioni diverse (anzi, farlo aiuta a stimolare il capezzolo in punti differenti quindi è raccomandato), ma l’importante è che la sua testa sia sempre ben rivolta verso il seno e il collo non sia in torsione. Se dovessi avere problemi con questo aspetto, non scoraggiarti: chiedi aiuto a un’ostetrica che ti mostrerà come attaccare correttamente il tuo bimbo al seno.

– Se le ragadi sono già molto dolorose, è bene attaccare il bambino prima al seno meno dolorante in modo che sfoghi la sua voracità su quello e che la poppata sull’altro risulti più dolce.

– Se è necessario porgere il seno al neonato per far sì che si attacchi, è meglio sorreggerlo a coppa invece che stringere il capezzolo fra indice e medio come per strizzarlo.

– Per lavare i capezzoli, non usare saponi irritanti: va benissimo la semplice acqua tiepida. E asciugali tamponando, non strofinando.

– Quando sei a casa in relax, lascia il seno scoperto più tempo che puoi in modo che prenda aria.

– Se usi coppette assorbi latte, cambiale spesso per non lasciare il capezzolo a contatto con una superficie umida.

– Alla fine di ogni poppata, massaggia capezzolo e areola con qualche goccia del tuo latte: le sue sostanze benefiche idratano la pelle e aiutano la cicatrizzazione.

Fra una poppata e l’altra, usa dei paracapezzoli d’argento… come sarebbe a dire che non ne hai mai sentito parlare?

Paracapezzoli d’argento: alleati contro le ragadi al seno

I paracapezzoli d’argento, nella loro semplicità, sono fra gli alleati migliori contro le ragadi al seno!
Come dice la parola, si tratta semplicemente di piccoli oggetti che coprono capezzolo e areola e che vanno appoggiati su quella zona del seno fra una poppata e l’altra. Farli aderire non è difficile: basta inserirli fra seno e reggiseno e loro manterranno la posizione grazie alla loro forma anatomica.

L’argento puro ha proprietà cicatrizzanti, disinfettanti e antibatteriche, per cui i paracapezzoli d’argento aiuteranno le ragadi a guarire più velocemente… oltre a darti sollievo immediato quando non allatti, facendoti percepire meno dolore e anche proteggendo le lesioni dagli agenti esterni.

Perché i paracapezzoli d’argento risultano migliori rispetto ad altri possibili rimedi?

– Perché non causano irritazioni o secchezza della pelle come invece fanno disinfettanti e molte creme.

– Perché non rilasciano sostanze nocive per il bimbo né un cattivo sapore, a differenza delle creme.

– Perché non lasciano il capezzolo umido, come le coppette assorbi latte che invece impediscono la cicatrizzazione.

Le nostre nonne avevano già scoperto queste proprietà e usavano dei cucchiaini d’argento con lo stesso scopo… per fortuna attualmente esistono strumenti ancora più efficaci come i paracapezzoli d’argento, che potrai usare sia come prevenzione che come rimedio per le ragadi al seno.

Chiaramente, noi ti auguriamo di non incontrare nessun problema durante l’allattamento del tuo piccolo… se però le ragadi al seno dovessero disturbarvi, ora sai come riconoscerle e contrastarle in modo efficace!

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