Mamme di successo

I segreti delle mamme di successo: intervista a Soraida, mamma e fondatrice di The Womoms28 minuti

Koala Babycare mamme di successo intervista Vatinee Suvimol

Le mamme scelte da Koala Babycare non sono Wonder Woman, sono mamme normali che affrontano la vita di tutti i giorni e si impegnano al massimo per essere donne e mamme realizzate e felici sia nel lavoro che in famiglia.

Il secondo appuntamento della nostra rubrica “Mamme di Successo” ha come protagonista Soraida Noris, una delle fondatrici del blog e community di mamme più famosa d’Italia: The Womoms. In questa intervista ci racconta il suo percorso verso la felicità, da un lavoro d’ufficio che la teneva lontana dai suoi figli per la maggior parte della giornata al lavoro dei suoi sogni. In questo percorso non sono mancati dubbi, ostacoli e tanto impegno ma l’appoggio della sua famiglia e i sorrisi dei suoi figli soddisfatti della sua felicità sono stati il suo motore.

Mamme di successo: intervista a Soraida, mamma e fondatrice di The Womoms - Koala Babycare

Ciao mamme! Bentornate con la nostra rubrica! Oggi sono qua con una mamma molto speciale che sicuramente molte di voi già conosco: Soraida Noris, fondatrice dell’ormai famosissimo blog The Womoms che ci parlerà un po’ della sua esperienza e di come sia cambiata la sua vita nel passaggio dal lavoro come dipendente ad aver creato il sito che noi tutti conosciamo!

Grazie della presentazione bellissima! Allora inizio da come è nato The Womoms, che è una community come saprete. È nata nel 2013, fine 2013 più o meno su Instagram, è nata da lì perché io ho sempre avuto una grande passione per le foto e Instagram mi faceva avvicinare a questo mondo di foto instantanee. Ho conosciuto, come molte di voi sapranno, altre mamme come me che avevano gli stessi interessi anche in fatto di moda per bambini, gusti, con le quali ci scambiavamo consigli e da lì è nata proprio l’idea di farne molto più di un blog ma una community, quindi creare un account che raccogliesse gli scatti più belli, gli scatti quotidiani delle ragazze che volevano taggare le foto dei loro bambini.

The Womoms è stato sicuramente tra i primi, ma abbiamo portato una novità in più che secondo me è stata la carta vincente per emergere tra tantissime community, che saranno almeno una decina tra quelle più conosciute e meno.

La carta vincente è stato mettere in primo piano il fatto di essere donne. La cosa che per noi è proprio un cavallo di battaglia e da cui viene il nome Womoms che è una parola inventata unendo Women e Mothers, poi ognuno lo pronuncia come vuole però l’importante è che il concetto sia di Donna e Mamma. Quella carta vincente è stata che hanno iniziato a far parte della nostra community mamme, come molte di voi possono testimoniarlo, ma anche donne o comunque ragazze che non hanno ancora figli ma che potevano rispecchiarsi nel nostro mondo perché non parliamo solo di figli. Noi abbiamo decentrato proprio la cosa, è vero che il 70 per cento del nostro argomento è la famiglia però fondamentalmente ne parliamo a 360 gradi.

Da qui faccio una premessa, non tutti lo sanno forse qualcuno l’ha vista sulle ig stories un annetto fa, ma prima non si sapeva, sul perché ho voluto creare questa community: nasce nel periodo in cui ero post parto di Alex ed ero incinta di Nicole. Quando è nata l’idea è stato un modo per riuscire a condividere la mia esperienza che era sì di gioia ma anche di paura, di chiedersi se ce l’avessi fatta con due, comunque la vita sarebbe cambiata. Era anche un modo di confrontarmi, ho sentito l’esigenza di aprirmi non solo alle amiche con cui vivevo tutti i giorni, poi vabbè forse io non avevo amiche con figli…tutte le mie più care amiche non avevano figli e tutt’ora solamente una delle mie amiche è diventata mamma quindi ho sentito l’esigenza di avvicinarmi di più a mamme che vivevano la mia stessa esperienza.

Questo è anche il bello dei social!

Sì, questo è il bello dei social se sono usati bene! Ti fanno avvicinare a persone che condividono i tuoi stessi interessi, che hanno le tue stesse paure e condividono i tuoi stessi dubbi e quindi da qui è nato il gioco di farne una community! Ovviamente quando siamo partite non pensavamo assolutamente di arrivare fino a qua!

Ma torniamo un attimo indietro, The Womoms è nata prima la community su Instagram o il blog?

Prima la community su Instagram e poi un mese dopo il blog.

Quindi tu in quel momento stavi facendo un altro lavoro?

Si, quando è nato The Womoms ero impiegata amministrativa, ho fatto quel lavoro per 15 anni. Il classico lavoro, impiegata 8 ore, fuori casa dalla mattina alla sera. L’unica differenza è che stavo fuori casa 12 ore per un lavoro diciamo normalissimo, nessuna carriera, non ero responsabile di niente, ero una semplicissima impiegata che stava fuori casa 12 ore per uno stipendio normalissimo. Quindi mi sono iniziata a fare due domande, ma non subito, ora vedo molto questo ragionamento “ho avuto tre collaborazioni, allora posso mollare tutto e fare l’influencer”, io ho mollato tutto dopo tre anni che c’era una collaborazione continuativa con determinati brand. Forse per deformazione professionale ho fatto veramente bene i conti, pensando a quanto avevo fatturato facendolo come hobby e pensando al fatto che se avessi dovuto farlo a tempo pieno sarei dovuta arrivare almeno a fatturare una determinata cifra, per coprirmi di tasse, spese, commercialista. È facile dire “faccio la blogger” ma c’è dietro tutto un contorno, devi farti i conti in tasca. A iniziare non ci vuole niente, basta un dominio, una reflex e siamo tutti bravi, è tutto il contorno che poi è difficile.

Quindi quando è scattata questa cosa di lasciare e intraprendere totalmente questo progetto?

La cosa che principalmente mi ha fatto scattare questa idea è non avere tempo per i miei figli. Lo so che in tantissime stanno vivendo questa cosa e non sono né la prima né l’ultima, ma io sentivo che uscivo di casa la mattina alle 7.30, portavo dai nonni i bambini, stavo fuori casa fino alle 7.30 di sera, arrivavo a casa erano le 8. Alle 8 li trovavo già che avevano cenato da mia mamma e alle 9 andavano a nanna e io li vedevo si è no mezz’ora perché poi dovevo comunque mangiare io e poi mezz’oretta per parlargli e metterli a nanna. Però sentivo di vederli poco, e ci tengo a sottolineare che il mio era un lavoro normalissimo come penso il 60% di tutte noi. Però comunque proprio per il fatto che non fossi una donna in carriera con responsabilità mi sono proprio detta “ma ne vale la pena?”! Questa scelta ha portato dei sacrifici non lo nego, quando ho preso questa decisione molte ragazze mi hanno scritto sui social per dirmi che avrebbero voluto farlo anche loro ma economicamente non potevano. Questa è una cosa che voglio ribadire: è importante fare bene i conti perché comunque al giorno d’oggi è difficile. Io facendo i miei conti sapevo che stare a casa dal lavoro mi avrebbe cambiato però posso fare questi sacrifici, quindi io consiglio di valutare quali sacrifici potete e volete fare, se sono sacrifici affrontabili come possono essere meno vestiti e meno vacanze, meno parrucchiere. Però per iniziare bisogna farsi queste domande, poi invece ci sono anche situazioni dove non si può assolutamente mollare il lavoro, perché ok seguire i propri sogni, ma bisogna anche capire fin dove si può arrivare.

Quindi quello che ti ha spinto è stato migliorare la qualità della vita e il tempo da dedicare alla famiglia.

Sì sì, assolutamente.

La figura della blogger non è ancora cosi conosciuta quindi quando dici “faccio la blogger” come la prendono le persone?

Fanno fatica a chiamarlo lavoro ancora adesso che ormai è un paio di anni che c’è. Quando ho scelto di fare questo salto la mia famiglia pensava che avrei lasciato il lavoro e mi sarei dedicata ai bambini, invece non era proprio questo il passo. Il passo era dedicare più tempo al blog, al lavoro digitale però farlo capire inizialmente, anche a mio marito, che questo sarebbe potuto diventare un lavoro a tutti gli effetti non è stato semplice, anche perché io ho lasciato il lavoro due anni fa e la situazione online non era ancora così come oggi. Poi è stato difficile farlo capire alla mia famiglia, perchè penso sempre al parere dei miei genitori, un consiglio, perché poi stavo andando a fare un lavoro che come dicevo non era ancora ben delineato, aveva sempre questa incognita e farlo capire a dei genitori ormai non più giovanissimi all’inizio era un timore.

Sotto questo aspetto sono comunque stata fortunata perché i miei hanno “accettato” anche se la scelta comunque era mia. Ho fatto loro vedere il mio blog, ho cercato di spiegare cosa si faceva in questo lavoro e hanno capito e mi hanno appoggiato e tuttora sono miei sostenitori in questo progetto.

Secondo me è la paura, quando non si conosce qualcosa spesso si tende a giudicare negativamente e questo è la tendenza che c’è soprattutto in Italia, siamo un po’ chiusi da questo punto di vista. C’è ancora questo pensiero di non lasciare il lavoro certo.

Sì, anche se il lavoro certo ormai c’è per pochi ma nonostante questo siamo ancora un popolo che è focalizzato sul posto fisso, sul lavoro certo, quindi i classici lavori. Quando invece vediamo che ci sono dei lavori che praticamente venti anni fa nemmeno avremmo immaginato potessero esserci. Perché siamo in evoluzione.

Sappiamo tutti che comunque il blog e la pagina sono incentrati su mamme, donne, bambini tutti ormai sappiamo che sul web c’è un po’ una controversia nel mostrare e non mostrare i figli, sul mostrare la propria vita privata, spesso ci sono anche degli haters che mandano messaggi poco carini. Come hai vissuto tu tutto questo e anche come lo ha vissuto la tua famiglia? Questo essere esposto comunque alla visibilità, all’essere magari riconosciuto per strada, a un evento.

Innanzitutto vorrei dire che tu puoi cancellare tutto, la foto, un articolo, ma è nel web e non verrà mai cancellato. Se noi partiamo da questo presupposto e siamo consapevoli di quello che stiamo pubblicando e alle conseguenze a cui si può andare incontro sia positive che negative allora lo stiamo usando nel modo corretto. Io parlo della mia esperienza, c’è chi pubblica tutti i giorni sui social ma non mostra il volto del bambino ed è una scelta condivisibile perché comunque il bambino stesso non è consapevole di essere ripreso, soprattutto parliamo dei bambini fino ai tre anni, quindi è giusto anche rispettare questa scelta.

È vero che chi ci segue dalla nostra community sono tantissime mamme che taggano #thewomoms e non rivelano il volto del figlio per intero, in modo che non sia riconoscibile ma sono un 20% di tutte le mamme. Quindi questo significa che la maggior parte delle mamme è consapevole di postare la foto del proprio figlio sul web quindi diciamo che bisogna farne un uso giusto. Io per esempio non condivido chi posta foto, e l’ho detto anche in passato, magari postando tante stories facendo sempre sapere la location, oppure la routine famigliare. Io ho scelto di non mostrare quotidianamente la mia routine famigliare, perché comunque sono le cose che devono restare in famiglia.

Quindi riesci a tutelare la tua privacy e quella della tua famiglia facendo questo tipo di attenzioni e scelte.

È importante prima di tutto rispettare la propria famiglia, per esempio mio marito non ama comparire nei social, infatti lo si vede in pochissime foto, e io cerco di rispettare il suo volere perché è giusto che se uno ha piacere ok, altrimenti no. Stesso discorso vale per il mio primo figlio, Alex, compare veramente in poche foto, non perché io non voglia fargliele, anzi per me è bellissimo! Però lui non ama essere ripreso, paradossalmente invece i video se li fa tantissimo. Lui ama fare i video, gli unboxing li adora, vorrebbe anche pubblicarli ma io ancora glielo vieto. Mentre è così naturale in video, la foto in sè non ha piacere quindi compare in pochissime foto e io non voglio forzarlo.

Parlando dei figli, come è stata accolta questa tua idea di esporre al mondo social? È stata accolta subito positivamente dalla tua famiglia o ci sono stati attriti inizialmente?

No, sotto questo aspetto no. Poi come dicevo non ho mai postato foto di un bagnetto per capirci. C’è sempre quel famoso limite che non bisognerebbe superare secondo me. Però diciamo che ad Alex ho iniziato a fotografarlo e postare le sue foto quando aveva un anno, invece Nicole diciamo che è nata nel mondo social! Per lei è naturale fare le foto, le piace proprio. Mentre Alex è un po’ più consapevole e spesso mi chiede “però questa non pubblicarla” quindi è diverso.

Poi vengono insieme a me agli eventi, questo è il bello di questo lavoro perché mi permette di stare con loro e renderli partecipi, quindi sanno benissimo che verranno ripresi e lo accettano. Per ora sono molto contenti.

Tu che hai vissuto questo passaggio dal lavoro dipendente all’inseguire il tuo sogno e credere nel tuo progetto, che consiglio daresti alle mamme che sono in questa situazione in cui vorrebbero fare qualcosa ma hanno paura del giudizio della famiglia, degli amici.

Il consiglio è proprio di valutare se il vostro sogno, che può essere qualsiasi lavoro, magari vorreste mollare tutto e aprire un negozio di fiori! Dovete valutare anche quanta felicità possa darvi, comunque poter andare al lavoro con il sorriso, che poi è la famosa frase “se fai il lavoro dei tuoi sogni non lavorerai nemmeno un minuto!” ed è vero, l’ho provato su di me.

Sì, quando si fa il lavoro dei propri sogni si affronta tutto con un altro mood. Si è felici anche quando ci sono giornate no!

Andare al lavoro con il sorriso è proprio motivo di benessere, c’è meno tensione anche in famiglia. Quando lavoravo in ufficio tornavo a casa ero proprio stressata, anche la sera ero più cupa, di cattivo umore e li ne risente anche la famiglia, soprattutto i bambini che magari non ricevono le attenzioni che meriterebbero a causa di stanchezza e tristezza. Se invece ti vedono felice che fai il lavoro che ti piace è un’altra cosa.

Certo bisogna valutare sempre tantissime cose, ma se vi fermate non fatelo per il giudizio delle persone ma per motivo pratici. Anche io avevo timore di dirlo ai miei e invece alla fine ho trovato comprensione.

Grazie veramente tanto per questa bellissima chiacchierata, inoltre domani è anche il compleanno di Soraida quindi ti facciamo tantissimi auguri e ti auguro tanta felicità e il raggiungimento di tutti i tuoi sogni! Ciao Mamme, alla prossima!

Per rimanere sempre aggiornata su tutti gli articoli e consigli di Koala Babycare, iscriviti alla nostra Community compilando il form nella home del nostro sito!

Koala Babycare mamme di successo intervista Vatinee Suvimol

Le mamme scelte da Koala Babycare non sono Wonder Woman, sono mamme normali che affrontano la vita di tutti i giorni e si impegnano al massimo per essere donne e mamme realizzate e felici sia nel lavoro che in famiglia.

Il secondo appuntamento della nostra rubrica “Mamme di Successo” ha come protagonista Soraida Noris, una delle fondatrici del blog e community di mamme più famosa d’Italia: The Womoms. In questa intervista ci racconta il suo percorso verso la felicità, da un lavoro d’ufficio che la teneva lontana dai suoi figli per la maggior parte della giornata al lavoro dei suoi sogni. In questo percorso non sono mancati dubbi, ostacoli e tanto impegno ma l’appoggio della sua famiglia e i sorrisi dei suoi figli soddisfatti della sua felicità sono stati il suo motore.

Mamme di successo: intervista a Soraida, mamma e fondatrice The Womoms - Koala Babycare

Ciao mamme! Bentornate con la nostra rubrica! Oggi sono qua con una mamma molto speciale che sicuramente molte di voi già conosco: Soraida Noris, fondatrice dell’ormai famosissimo blog The Womoms che ci parlerà un po’ della sua esperienza e di come sia cambiata la sua vita nel passaggio dal lavoro come dipendente ad aver creato il sito che noi tutti conosciamo!

Grazie della presentazione bellissima! Allora inizio da come è nato The Womoms, che è una community come saprete. È nata nel 2013, fine 2013 più o meno su Instagram, è nata da lì perché io ho sempre avuto una grande passione per le foto e Instagram mi faceva avvicinare a questo mondo di foto instantanee. Ho conosciuto, come molte di voi sapranno, altre mamme come me che avevano gli stessi interessi anche in fatto di moda per bambini, gusti, con le quali ci scambiavamo consigli e da lì è nata proprio l’idea di farne molto più di un blog ma una community, quindi creare un account che raccogliesse gli scatti più belli, gli scatti quotidiani delle ragazze che volevano taggare le foto dei loro bambini.

The Womoms è stato sicuramente tra i primi, ma abbiamo portato una novità in più che secondo me è stata la carta vincente per emergere tra tantissime community, che saranno almeno una decina tra quelle più conosciute e meno.

La carta vincente è stato mettere in primo piano il fatto di essere donne. La cosa che per noi è proprio un cavallo di battaglia e da cui viene il nome Womoms che è una parola inventata unendo Women e Mothers, poi ognuno lo pronuncia come vuole però l’importante è che il concetto sia di Donna e Mamma. Quella carta vincente è stata che hanno iniziato a far parte della nostra community mamme, come molte di voi possono testimoniarlo, ma anche donne o comunque ragazze che non hanno ancora figli ma che potevano rispecchiarsi nel nostro mondo perché non parliamo solo di figli. Noi abbiamo decentrato proprio la cosa, è vero che il 70 per cento del nostro argomento è la famiglia però fondamentalmente non ne parliamo a 360 gradi.

Da qui faccio una premessa, non tutti lo sanno forse qualcuno l’ha vista sulle ig stories un annetto fa, ma prima non si sapeva, sul perché ho voluto creare questa community: nasce nel periodo in cui ero post parto di Alex ed ero incinta di Nicole. Quando è nata l’idea è stato un modo per riuscire a condividere la mia esperienza che era sì di gioia ma anche di paura, di chiedersi se ce l’avessi fatta con due, comunque la vita sarebbe cambiata. Era anche un modo di confrontarmi, ho sentito l’esigenza di aprirmi non solo alle amiche con cui vivevo tutti i giorni, poi vabbè forse io non avevo amiche con figli…tutte le mie più care amiche non avevano figli e tutt’ora solamente una delle mie amiche è diventata mamma quindi ho sentito l’esigenza di avvicinarmi di più a mamme che vivevano la mia stessa esperienza.

Questo è anche il bello dei social!

Sì, questo è il bello dei social se sono usati bene! Ti fanno avvicinare a persone che condividono i tuoi stessi interessi, che hanno le tue stesse paure e condividono i tuoi stessi dubbi e quindi da qui è nato il gioco di farne una community! Ovviamente quando siamo partite non pensavamo assolutamente di arrivare fino a qua!

Ma torniamo un attimo indietro, The Womoms è nata prima la community su Instagram o il blog?

Prima la community su instagram e poi un mese dopo il blog.

Quindi tu in quel momento stavi facendo un altro lavoro?

Si, quando è nato The Womoms ero impiegata amministrativa, ho fatto quel lavoro per 15 anni. Il classico lavoro, impiegata 8 ore, fuori casa dalla mattina alla sera. L’unica differenza è che stavo fuori casa 12 ore per un lavoro diciamo normalissimo, nessuna carriera, non ero responsabile di niente, ero una semplicissima impiegata che stava fuori casa 12 ore per uno stipendio normalissimo. Quindi mi sono iniziata a fare due domande, ma non subito, ora vedo molto questo ragionamento “ho avuto tre collaborazioni, allora posso mollare tutto e fare l’influencer”, io ho mollato tutto dopo tre anni che c’era una collaborazione continuativa con determinati brand. Forse per deformazione professionale ho fatto veramente bene i conti, pensando a quanto avevo fatturato facendolo come hobby e pensando al fatto che se avessi dovuto farlo a tempo pieno sarei dovuta arrivare almeno a fatturare una determinata cifra, per coprirmi di tasse, spese, commercialista. È facile dire “faccio la blogger” ma c’è dietro tutto un contorno, devi farti i conti in tasca. A iniziare non ci vuole niente, basta un dominio, una reflex e siamo tutti bravi, è tutto il contorno che poi è difficile.

Quindi quando è scattata questa cosa di lasciare e intraprendere totalmente questo progetto?

La cosa che principalmente mi ha fatto scattare questa idea è non avere tempo per i miei figli. Lo so che in tantissime stanno vivendo questa cosa e non sono ne la prima ne l’ultima, ma io sentivo che uscivo di casa la mattina alle 7.30, portavo dai nonni i bambini, stavo fuori casa fino alle 7.30 di sera, arrivavo a casa erano le 8. Alle 8 li trovavo già che avevano cenato da mia mamma e alle 9 andavano a nanna e io li vedevo si è no mezz’ora perché poi dovevo comunque mangiare io e poi mezz’oretta per parlargli e metterli a nanna. Però sentivo di vederli poco, e ci tengo a sottolineare che il mio era un lavoro normalissimo come penso il 60% di tutte noi. Però comunque proprio per il fatto che non fossi una donna in carriera con responsabilità mi sono proprio detta “ma ne vale la pena?”! Questa scelta ha portato dei sacrifici non lo nego, quando ho preso questa decisione molte ragazze mi hanno scritto sui social per dirmi che avrebbero voluto farlo anche loro ma economicamente non potevano. Questa è una cosa che voglio ribadire: è importante fare bene i conti perché comunque al giorno d’oggi è difficile. Io facendo i miei conti sapevo che stare a casa dal lavoro mi avrebbe cambiato però posso fare questi sacrifici, quindi io consiglio di valutare quali sacrifici potete e volete fare, se sono sacrifici affrontabili come possono essere meno vestiti e meno vacanze, meno parrucchiere. Però per iniziare bisogna farsi queste domande, poi invece ci sono anche situazioni dove non si può assolutamente mollare il lavoro, perché ok seguire i propri sogni, ma bisogna anche capire fin dove si può arrivare.

Quindi quello che ti ha spinto è stato migliorare la qualità della vita e il tempo da dedicare alla famiglia.

Sì sì, assolutamente!

Secondo me è la paura, quando non si conosce qualcosa spesso si tende a giudicare negativamente e questo è la tendenza che c’è soprattutto in Italia, siamo un po’ chiusi da questo punto di vista. C’è ancora questo pensiero di non lasciare il lavoro certo.

Fanno fatica a chiamarlo lavoro ancora adesso che ormai è un paio di anni che c’è. Quando ho scelto di fare questo salto la mia famiglia pensava che avrei lasciato il lavoro e mi sarei dedicata ai bambini, invece non era proprio questo il passo. Il passo era dedicare più tempo al blog, al lavoro digitale però farlo capire inizialmente, anche a mio marito, che questo sarebbe potuto diventare un lavoro a tutti gli effetti non è stato semplice, anche perché io ho lasciato il lavoro due anni fa e la situazione online non era ancora così come oggi. Poi è stato difficile farlo capire alla mia famiglia, perchè penso sempre al parere dei miei genitori, un consiglio, perché poi stavo andando a fare un lavoro che come dicevo non era ancora ben delineato, aveva sempre questa incognita e farlo capire a dei genitori ormai non più giovanissimi all’inizio era un timore.

Sotto questo aspetto sono comunque stata fortunata perché i miei hanno “accettato” anche se la scelta comunque era mia. Ho fatto loro vedere il mio blog, ho cercato di spiegare cosa si faceva in questo lavoro e hanno capito e mi hanno appoggiato e tuttora sono miei sostenitori in questo progetto.

La figura della blogger non è ancora cosi conosciuta quindi quando dici “faccio la blogger” come la prendono le persone?

Sì, anche se il lavoro certo ormai c’è per pochi ma nonostante questo siamo ancora un popolo che è focalizzato sul posto fisso, sul lavoro certo, quindi i classici lavori. Quando invece vediamo che ci sono dei lavori che praticamente venti anni fa nemmeno avremmo immaginato potessero esserci.Perché siamo in evoluzione.

Sappiamo tutti che comunque il blog e la pagina sono incentrati su mamme, donne, bambini tutti ormai sappiamo che sul web c’è un po’ una controversia nel mostrare e non mostrare i figli, sul mostrare la propria vita privata, spesso ci sono anche degli haters che mandano messaggi poco carini. Come hai vissuto tu tutto questo e anche come lo ha vissuto la tua famiglia? Questo essere esposto comunque alla visibilità, all’essere magari riconosciuto per strada, a un evento.

Innanzitutto vorrei dire che tu puoi cancellare tutto, la foto, un articolo, ma è nel web e non verrà mai cancellato. Se noi partiamo da questo presupposto e siamo consapevoli di quello che stiamo pubblicando e alle conseguenze a cui si può andare incontro sia positive che negative allora lo stiamo usando nel modo corretto. Io parlo della mia esperienza, c’è chi pubblica tutti i giorni sui social ma non mostra il volto del bambino ed è una scelta condivisibile perché comunque il bambino stesso non è consapevole di essere ripreso, soprattutto parliamo dei bambini fino ai tre anni, quindi è giusto anche rispettare questa scelta.

È vero che chi ci segue dalla nostra community sono tantissime mamme che taggano #thewomoms e non rivelano il volto del figlio per intero, in modo che non sia riconoscibile ma sono un 20% di tutte le mamme. Quindi questo significa che la maggior parte delle mamme è consapevole di postare la foto del proprio figlio sul web quindi diciamo che bisogna farne un uso giusto. Io per esempio non condivido chi posta foto, e l’ho detto anche in passato, magari postando tante stories facendo sempre sapere la location, oppure la routine famigliare. Io ho scelto di non mostrare quotidianamente la mia routine famigliare, perché comunque sono le cose che devono restare in famiglia.

Quindi riesci a tutelare la tua privacy e quella della tua famiglia facendo questo tipo di attenzioni e scelte.

È importante prima di tutto rispettare la propria famiglia, per esempio mio marito non ama comparire nei social, infatti lo si vede in pochissime foto, e io cerco di rispettare il suo volere perché è giusto che se uno ha piacere ok, altrimenti no. Stesso discorso vale per il mio primo figlio, Alex, compare veramente in poche foto, non perché io non voglia fargliele, anzi per me è bellissimo! Però lui non ama essere ripreso, paradossalmente invece i video se li fa tantissimo. Lui ama fare i video, gli unboxing li adora, vorrebbe anche pubblicarli ma io ancora glielo vieto. Mentre è così naturale in video, la foto in sè non ha piacere quindi compare in pochissime foto e io non voglio forzarlo.

Parlando dei figli, come è stata accolta questa tua idea di esporre al mondo social? È stata accolta subito positivamente dalla tua famiglia o ci sono stati attriti inizialmente?

No, sotto questo aspetto no. Poi come dicevo non ho mai postato foto di un bagnetto per capirci. C’è sempre quel famoso limite che non bisognerebbe superare secondo me. Però diciamo che ad Alex ho iniziato a fotografarlo e postare le sue foto quando aveva un anno, invece Nicole diciamo che è nata nel mondo social! Per lei è naturale fare le foto, le piace proprio. Mentre Alex è un po’ più consapevole e spesso mi chiede “però questa non pubblicarla” quindi è diverso.

Poi vengono insieme a me agli eventi, questo è il bello di questo lavoro perché mi permette di stare con loro e renderli partecipi, quindi sanno benissimo che verranno ripresi e lo accettano. Per ora sono molto contenti.

Tu che hai vissuto questo passaggio dal lavoro dipendente all’inseguire il tuo sogno e credere nel tuo progetto, che consiglio daresti alle mamme che sono in questa situazione in cui vorrebbero fare qualcosa ma hanno paura del giudizio della famiglia, degli amici.

Il consiglio è proprio di valutare se il vostro sogno, che può essere qualsiasi lavoro, magari vorreste mollare tutto e aprire un negozio di fiori! Dovete valutare anche quanta felicità possa darvi, comunque poter andare al lavoro con il sorriso, che poi è la famosa frase “se fai il lavoro dei tuoi sogni non lavorerai nemmeno un minuto!” ed è vero, l’ho provato su di me.

Sì, quando si fa il lavoro dei propri sogni si affronta tutto con un altro mood. Si è felici anche quando ci sono giornate no!

Andare al lavoro con il sorriso è proprio motivo di benessere, c’è meno tensione anche in famiglia. Quando lavoravo in ufficio tornavo a casa ero proprio stressata, anche la sera ero più cupa, di cattivo umore e li ne risente anche la famiglia, soprattutto i bambini che magari non ricevono le attenzioni che meriterebbero a causa di stanchezza e tristezza. Se invece ti vedono felice che fai il lavoro che ti piace è un’altra cosa.

Certo bisogna valutare sempre tantissime cose, ma se vi fermate non fatelo per il giudizio delle persone ma per motivo pratici. Anche io avevo timore di dirlo ai miei e invece alla fine ho trovato comprensione.

Grazie veramente tanto per questa bellissima chiacchierata, inoltre domani è anche il compleanno di Soraida quindi ti facciamo tantissimi auguri e ti auguro tanta felicità e il raggiungimento di tutti i tuoi sogni! Ciao Mamme, alla prossima!

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