Maternità

Tutto quello che devi sapere sull’allergia nel neonato e nel bambino

Individuare precocemente i segnali di allergia nei bambini è importante: per questo abbiamo pensato di fornirti una piccola guida per identificarli.

L’allergia è un fenomeno molto diffuso e fastidioso, che a volte arriva ad essere persino pericoloso. I sintomi che si presentano sono dovuti a una risposta anomala del sistema immunitario, scatenata dal contatto con una sostanza estranea all’organismo.

Si tende a pensare che si tratti di un problema che colpisce soprattutto dall’adolescenza in poi, ma purtroppo non è così: l’allergia nel neonato non è rara, anche se a volte è difficile da riconoscere. I primi sintomi possono già comparire nel primo anno di età, perché si tratta di una condizione dovuta in parte alla genetica. Si stima, infatti, che i bimbi con un genitore allergico abbiano il 30% di possibilità di essere a loro volta allergici, mentre la probabilità si alza fino all’80% se entrambi i genitori ne sono colpiti.

Individuare precocemente i segnali di allergia nei bambini è importante: per questo abbiamo pensato di fornirti una piccola guida per identificarli.

Allergia nel neonato: come riconoscerla

I sintomi di allergia nei bambini non sono così semplici da decifrare: spesso, ad esempio, possono essere scambiati per un banale raffreddore. Alcuni, però, sono frequentemente legati all’allergia nel neonato: ecco i principali.

1) Starnuti e occhi rossi: come detto poco fa l’allergia, nel neonato di qualche mese, inizia a presentarsi in modo simile a un raffreddore, soprattutto se è legata alle vie respiratorie come quella ad acari e pollini.

2) Prurito al naso o alla gola: se il bimbo strofina spesso il nasino o il viso su di te quando lo tieni in braccio, potrebbe indicare che gli prude e questo a sua volta può essere un sintomo di allergia.

3) Nasino che cola: un altro possibile sintomo di allergia nei bambini è la secrezione nasale, solitamente liquida e trasparente ma molto abbondante.

4) Dermatite seborroica: conosciuta anche come “crosta lattea”, consiste nella formazione di crosticine morbide e bianche, principalmente sul cuoio capelluto del neonato. A volte si risolve spontaneamente, ma in altri casi evolve in dermatite atopica, che porta con sé un forte prurito ed è spesso presente in soggetti allergici.

5) Occhiaie: l’allergia nel neonato può portare a congestione nasale, il che a sua volta peggiora la microcircolazione causando la comparsa di occhiaie.

6) Respiro a bocca aperta: quando dorme, il tuo bimbo sta spesso a bocca aperta? Probabilmente lo fa perché ha il nasino congestionato – che, come hai letto poco fa, può essere un sintomo significativo.

Come vedi, l’allergia nei bambini può dare sintomi diversi e non ben chiari. Se sospetti che il tuo piccolo ne soffra, parlane col pediatra e chiedi una visita allergologica per approfondire la questione.

Prove allergiche nei bambini

Una corretta interpretazione dei sintomi è fondamentale, ma ovviamente per arrivare a una diagnosi è necessario sottoporre il bambino a vere e proprie prove allergiche.

Di solito il primo esame è il prick test, utilissimo per individuare l’eventuale allergia del neonato agli inalanti. Sulla pelle vengono applicate delle gocce di diverse sostanze, dopo di che vengono praticati dei leggeri forellini con aghi monouso e, in caso di reazione, si manifesteranno arrossamento e rigonfiamento.

Se questo test dà esito positivo o dubbio, viene di solito seguito dalle analisi del sangue che stabiliscono il livello preciso di anticorpi che si attivano a contatto con le diverse sostanze.

Questi due esami, come dicevamo, vengono utilizzati in particolare per identificare le allergie agli inalanti, ovvero quelle che provocano sintomi soprattutto respiratori. Le più comuni, anche in bambini e neonati, sono le cosiddette allergie stagionali o primaverili: circa il 10% dei più piccoli, infatti, soffre di rinite o congiuntivite causata dai pollini delle graminacee. Anche gli acari della polvere sono un nemico invisibile ma molto fastidioso per i bambini, perché si annidano facilmente in peluche, coperte e cuscini.

L’esame del sangue in realtà è molto utile anche per diagnosticare le allergie alimentari, che compaiono a volte dopo lo svezzamento e che possono rivelarsi pericolose se non individuate.

Se invece sospetti che il tuo bimbo soffra di un’allergia da contatto, il modo più adeguato per diagnosticarla sarà il patch test. Le sostanze potenzialmente allergizzanti vengono lasciate sulla pelle (solitamente della schiena) per 2 o 3 giorni, per osservare se scatenano reazioni come arrossamento o prurito.

Allergia nel neonato: si può prevenire?

Ovviamente, se scopri che tuo figlio soffre di una grave forma di allergia, il medico potrà consigliarti di effettuare cicli di vaccini che migliorino la situazione.

Ma l’ideale, come sicuramente immagini, sarebbe prevenire questo genere di problemi. Per fortuna, la SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) ha fornito alcune linee guida da seguire per diminuire la probabilità di allergie nei bambini.

Ecco i loro suggerimenti ufficiali:

  • Non esporre il bambino al fumo, fin dalla gravidanza.
  • Contenere l’esposizione all’inquinamento ambientale, per quanto possibile.
  • Utilizzare alcuni farmaci (quali paracetamolo o antibiotici) solo su prescrizione medica.
  • Evitare situazioni stressanti sia per i genitori che per i bambini.
  • Allattare il neonato al seno per almeno 6 mesi.

In particolare, i due fattori che maggiormente influenzano la comparsa o meno di allergie in bambini predisposti sono il fumo e l’allattamento – il primo in negativo, il secondo in positivo.

Il fumo di sigaretta, infatti, contiene sostanze che peggiorano i sintomi delle allergie nei bambini e ne velocizzano la progressione. 
Fra i benefici dell’allattamento al seno, invece, è stato individuato un effetto protettivo nei confronti di sintomi allergici come asma, eczema e rinite allergica (fonte: Ministero della Salute).

Ora che hai un quadro più chiaro su come riconoscere i possibili sintomi di allergia nel neonato, come diagnosticare questa condizione ma soprattutto come prevenirla, siamo certi che non ti faccia più paura. Anche se il tuo bimbo dovesse risultare allergico, affronta la situazione con serenità e scoprirai che è tranquillamente gestibile!

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