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Bambini prematuri: cause e conseguenze di un parto pretermine

Quali sono le cause di un parto prematuro e come prevenirlo? Quali conseguenze possono riportare i bambini prematuri? Scopri tutto quello che devi sapere.

bimbo prematuro in incubatrice

In Italia ogni anno i bambini prematuri sono circa il 7% del totale, un tasso che è in crescita nel nostro paese e non solo. Il lato positivo è che attualmente circa l’85% dei bimbi nati da un parto pretermine sopravvive, tenendo conto anche dei piccolissimi che vengono alla luce pesando meno di 1.5kg.

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Questo articolo è per te, che sei in dolce attesa o stai progettando di avere un figlio e forse hai qualche preoccupazione su questo argomento. Parleremo di come si può prevenire il rischio di parto prematuro, di quali siano i reali pericoli che corrono i bimbi nati prima del termine e di come affrontare questa eventualità nel migliore dei modi.

Cause e sintomi di un parto prematuro

Il parto pretermine, cioè quello che avviene prima della 37^ settimana di gestazione, può essere naturale oppure indotto per motivazioni mediche. All’inizio della gravidanza non si può mai avere la certezza esatta di quando avverrà il parto, ma di sicuro sono stati individuati dei fattori che mettono la futura mamma a rischio di parto prematuro. Ecco i principali:

  • avere già partorito prematuramente in passato, o avere una storia familiare di bimbi nati prematuri;
  • trovarsi ad affrontare una gravidanza gemellare;
  • avere problemi all’utero o al collo uterino;
  • soffrire di patologie croniche come il diabete, o incorrere in condizioni come la preeclampsia (un aumento improvviso della pressione);
  • contrarre alcuni tipi di infezioni, ad esempio quella del tratto urinario;
  • essere in forte sottopeso o sovrappeso;
  • essere molto giovane o avere più di 35 anni;
  • avere una nuova gravidanza a meno di 18 mesi dal parto precedente;
  • essere in attesa di un figlio con particolari malformazioni.
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Si può prevenire un parto pretermine?

Viste le tante possibili cause di parto prematuro, molte mamme si chiedono se sia possibile prevenirlo. La risposta è: in parte sì!

Prima di tutto sottoponiti sempre ai controlli medici periodici. In special modo, le ecografie che monitorano la cervice uterina attorno alla 31^/32^ settimana sono fondamentali: spesso i bimbi nascono prematuri proprio per fattori legati ad essa.

Un’altra cosa che puoi fare fin da quando scopri di essere incinta è tenere uno stile di vita sano. Evita fumo, alcol e droghe, segui una dieta equilibrata, stai lontana dai fattori di stress psicologico e fisico e porta avanti tutte quelle piccole abitudini che ti permettono di vivere la gravidanza al meglio.

Impara anche a riconoscere i possibili sintomi di un parto prematuro, in modo da poterti recare in ospedale per tempo. Se percepisci contrazioni, dolore alla schiena, liquido nella vagina o pressione e dolore anomalo al basso ventre, rivolgiti subito al tuo ginecologo che ti indicherà cosa fare.

Bimbi prematuri: quali sono i rischi?

Come dicevamo all’inizio, la percentuale di sopravvivenza dei bambini prematuri in Italia è piuttosto alta. Sia quella che la possibilità di portare con sé conseguenze fisiche dipendono molto dalla settimana di gestazione in cui avviene il parto e dal peso del piccolo alla nascita.

Non tutti i bimbi prematuri corrono gli stessi rischi, per cui vengono suddivisi in base a questa classificazione:

tabella parto prematuro

Ogni settimana in più passata nel pancione della mamma porta con sé un migliore sviluppo degli organi interni e un maggiore peso alla nascita. In sostanza, più tardi il bambino viene al mondo e più alte sono le sue possibilità di sopravvivere e di non avere strascichi negativi sulla salute.

Per i bambini prematuri, le conseguenze e problematiche possono quindi riguardare:

  • l’apparato respiratorio: i polmoni sono uno degli ultimi organi a maturare completamente e il neonato potrebbe aver bisogno di un respiratore meccanico;
  • le infezioni: anche il sistema immunitario è immaturo e facilmente attaccabile da batteri e virus, per cui il bambino viene tenuto il più possibile nell’ambiente sterile dell’incubatrice;
  • reni e cuore: a volte richiedono l’uso di farmaci per assicurarsi che il cervello sia sempre adeguatamente ossigenato;
  • l’intestino: spesso non risulta idoneo a ricevere cibo, quindi il neonato viene nutrito via flebo e poi abituato alla lenta introduzione del latte materno;
  • la temperatura corporea: un bimbo prematuro rischia l’ipotermia se non viene tenuto fin da subito all’interno di un’incubatrice col giusto grado di calore e umidità;
  • la vista o l’udito, con rischio di cecità o sordità che aumenta se il bambino è nato prima della 32^ settimana;
  • lo sviluppo di plagiocefalia posizionale, per aver tenuto troppo a lungo la stessa postura in incubatrice.

Per tutti questi motivi, è fondamentale che i parti pretermine avvengano all’interno di ospedali dotati di un reparto di Terapia Intensiva Neonatale, dove personale medico specializzato saprà prendersi cura del bambino in modo ottimale fino al momento delle dimissioni. Di solito il bimbo viene dimesso a un’età gestazionale di almeno 35-36 settimane, quando riesce a respirare e nutrirsi in autonomia (preferibilmente con latte materno, così importante per la sua salute!) e quando pesa abbastanza per riuscire a termoregolarsi.

Ormai sono sempre di più i piccoli che non portano con sé gravi conseguenze legate alla nascita prematura e, dopo un primo periodo un po’ più complesso, riescono a vivere esattamente come i loro coetanei se vengono presi in carico in reparti specialistici e trattati con tutte le dovute cure fin da subito.

mamma e neonato marsupioterapia

Ad esempio, hai mai sentito parlare della marsupioterapia? È una pratica molto diffusa attualmente, soprattutto con i bambini nati prematuri, che prevede il contatto pelle a pelle con la mamma (o anche col papà). Il contatto diretto con la madre stabilizza la funzione cardiocircolatoria del piccolo, migliorandone i parametri fisiologici e la capacità di termoregolazione.

Senza contare che può sfruttare questi momenti per “allenarsi” all’allattamento al seno che sarà tanto utile per il suo sistema immunitario e lo sviluppo del suo intestino. E la marsupioterapia fa benissimo anche ai genitori, che possono ristabilire col loro bimbo prematuro quel contatto che si è interrotto bruscamente alla nascita.

Certamente, se sei in attesa di un bambino, è bene che tu sia consapevole di tutte le eventualità che potrebbero verificarsi. Il messaggio che però vogliamo comunicare è che, ora come ora, non devi preoccuparti troppo al pensiero di un parto pretermine: i bambini prematuri, con le dovute cure, possono vivere una vita serena e felice!

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