Mamme di successo

Mamme di successo: Intervista a Rika Formica, mamma e fotografa social

Questo mese siamo andati a Reggio Emilia a trovare una mamma che sicuramente si fa ricordare per la sua bellissima pagina Instagram: Federica Davoli, in arte @Rikaformica! 
Affrontiamo insieme a Federica un tema un po’ spinoso: reinventarsi a 40 anni, abbandonare la stabilità e buttarsi in un progetto in cui si crede! Pronta a sentire la sua storia, leggila o ascoltala subito!

Le mamme scelte da Koala Babycare non sono Wonder Woman, sono mamme normali che affrontano la vita di tutti i giorni e si impegnano al massimo per essere donne e mamme realizzate e felici sia nel lavoro che in famiglia.

Questo mese siamo andati a Reggio Emilia a trovare una mamma che sicuramente si fa ricordare per la sua bellissima pagina Instagram: Federica Davoli, in arte @Rikaformica! 

Affrontiamo insieme a Federica un tema un po’ spinoso: reinventarsi a 40 anni, abbandonare la stabilità e buttarsi in un progetto in cui si crede!

Pronta a sentire la sua storia, leggila o ascoltala subito!

 

Mamme di successo: intervista a Rika Formica, mamma e fotografa social – Koala Babycare

Buongiorno mamme e bentornate al nostro bellissimo appuntamento con Mamme di Successo! Oggi siamo qua in ufficio con la nostra Federica da Reggio Emilia probabilmente voi la conoscete come @rikaformica! Lei è fotografa e grafica e per chi non lo sapesse ha un occhio pazzesco per quanto riguarda il visual storytelling!

Ciao a tutti, io sono Federica e sono una fotografa però nasco come grafica, diciamo che la mia comfort zone è la grafica, ho lavorato per tantissimi anni in questo settore come dipendente. A un certo punto la gente ha iniziato a richiedermi delle foto perchè tramite il profilo Instagram vedeva i miei lavori e io ho cominciato a dirmi “potrei anche dare una svolta a questo mio lavoro” e ho iniziato a fare delle foto anche per i clienti nonostante non avessi ancora aperto la partita iva e fossi ancora dipendente. A un certo punto mi sono letteralmente rotta… di essere dipendente da una persona o da un’azienda.

Però avevo 40 anni e la mia paura era proprio questa, perché a 40 anni aprire una partita iva reinventarsi non è che è proprio lo fai così a cuor leggero, ci pensi un po’.

Alla fine mi son buttata, ho detto “se non lo faccio adesso non lo faccio più” e ho provato mi sono licenziata l’anno scorso e ho aperto la mia partita iva per la grafica e fotografia e ho unito queste due cose.

Il tuo profilo Instagram quand’è che è nato? É nato quando è nata questa tua passione o anche tu parti come me dai dinosauri che si sono iscritti subito nel 2011?

Anche io faccio parte dei dinosauri!

Bene, abbiamo qui un altro dinosauro! Noi siamo nate con Instagram! Quando hai scoperto questa tua passione, da grafica a fotografa, eri già su Instagram, ma quand’è che hai iniziato a capire che effettivamente questo canale poteva essere un bel mezzo per arrivare ai tuoi clienti?

Io come tutti ho iniziato su Instagram postando foto della mia vita privata, l’evoluzione che ha avuto Instagram io l’ho un po’ seguita, l’app è cambiata e sono cambiate tante cose e anche il mio modo di postare è cambiato, ho cominciato ad avere una certa ricercatezza nelle foto che pubblicavo e pensare anche un po’ a quello che volevo dire e a come esprimerlo attraverso le immagini.

Che è quello che viene chiamato visual storytelling,

Esatto, come raccontare la tua storia attraverso le immagini e non pubblicare soltanto cose che potevano solo interessare a me ma cercare di capire quello che poteva interessare a chi mi seguiva. Da lì però c’è stata un’evoluzione per cercare di capire perché effettivamente le persone mi seguivano perché la gente cominciava a dirmi “tu fai delle foto che sono diverse dagli altri, tu fai delle foto belle!” e avere un riconoscimento da parte di chi mi seguiva rispetto al lavoro che facevo mi ha dato una spinta e ho dedicato sempre più tempo a questo social!

Quindi è da questo social che ha iniziato a scaturire il desiderio di “Cavolo, faccio qualcosa per me!” ?

Sì sì certo, è diventato il canale principale in cui adesso promuovo il mio lavoro, Facebook lo uso pochissimo, gli altri canali anche, a eccezione di Pinterest, ma Pinterest è un discorso a parte!

Io non partivo da un blog come molte hanno iniziato, a me tutta quella parte di scrittura mi ha sempre messo un po’ in difficoltà, io avrei fatto volentieri solo immagini, per me dover scrivere qualcosa sotto una foto dover spiegare e raccontare è la parte in cui faccio più fatica!

Ma Instagram ormai è così: tu devi raccontare una storia, devi saperla raccontare. Le immagini servono per attirare a primo impatto la gente, perchè deve aver voglia di fermarsi vedendo le tue immagini, però dopo ci deve essere qualcos’altro sotto, non si può fare solo una fotografia e non scrivere niente.

Il canale per arrivare al cliente per te quindi è Instagram! Ma sono curiosa, visto che comunque hai fatto questa scelta di lanciandoti in questa nuova avventura dopo anni di lavoro in azienda, la tua famiglia come ha vissuto questo cambiamento?

Io ringrazio tantissimo Lorenzo! Se non ci fosse stato lui che mi ha detto “Fallo, io ti sostengo, anche economicamente in questa cosa, ovviamente tu devi imparare a camminare con le tue gambe, però capisco che i primi momenti sono difficili, però sei parte della mia famiglia, ti mantengo in questa tua parte iniziale, poi tu puoi scegliere e vedere come dirigere tuo lavoro” Avere questo sostegno iniziale è sicuramente fondamentale e io se non avessi avuto lui ammetto che forse avrei fatto più fatica o forse non lo avrei fatto!

Ci deve essere una parte di sicurezza e non è facile!

Quindi io lo ringrazio sempre tantissimo e ammetto che bisogna avere dietro una persona che ti sostiene, una famiglia che ti sostiene. Io avevo un contratto part time facevo 25 ore quindi lavoravo un pomeriggio a settimana e tutte le mattine. Era perfetto per chi ha dei bambini, quindi tutti mi hanno detto “Tu sei scema!”

Ora buona parte del mio lavoro avviene da casa e quindi c’era anche questa cosa di riuscire a gestire i miei figli perchè è vero che uno, due giorni a settimana sono fuori a fare servizi fotografici, oppure sono in giro, però è solo una parte della giornata. I bimbi la mattina sono a scuola, quindi io lavoro molto la mattina poi mi fermo fino a che loro sono in giro e se mai riprendo quando loro vanno a letto, quindi sono orari che non sono mai gli stessi. A volte riesco a lavorare se loro sono tranquilli, Giacomo è già grande, ha 11 anni, quindi si autogestisce e io riesco a lavorare anche quando c’è lui, è ovvio che non mi piace che io sono in casa e sono davanti al computer, ovvio che loro capiscono che sto lavorando però quando ci sono loro cerco di stare con loro.

Ovviamente tutto è organizzato nel minimo dettaglio, quando non riesco a organizzare tutto durante la mattina, devo fare anche al pomeriggio quindi devo proprio essere organizzata benissimo nei tempi negli orari e appunto a volte mi trovo a lavorare la sera, o di notte.

Però secondo me quando una cosa si fa con il cuore è diverso. Sicuramente è faticoso, proprio perchè non si stacca quasi mai la mente, non torni a casa dall’ufficio e dici “Ok, va bene, ci vediamo domani mattina alle 8!”. Cavolo, è il tuo progetto, se non lo consegni perdi il cliente, il cliente va da un’altra parte, da una persona più puntuale che sappia gestire meglio il suo tempo. Però quando ti ritrovi a fare gli straordinari, se fai qualcosa con il cuore e la passione, dal mio punto di vista è come se non lavorassi!

C’è anche questa parte qua: tante volte mi ritrovo il sabato o la domenica, che dobbiamo uscire perché se sono a casa, non riesco a staccare tanto la testa quindi se ho delle cose da fare, magari più leggere oppure delle cose grafiche (che a me piace tantissimo fare ovviamente) mi rilasso facendole, capito? Invece di sedermi sul divano e guardare la tv o rilassarmi e queste cose qua io mi metto davanti al computer, è una cosa che mi piace tantissimo fare quindi mi metto lì passo il mio tempo e io faccio questa cosa qua durante il weekend!

Potete già capire, le si illuminano gli occhi quando ne parla quindi è innamorata del suo lavoro!

Io non tornerei indietro, nel senso, sono proprio contenta di questa cosa che sto facendo e che sto costruendo anche se è difficile con i piccoli e tutto quanto, però mi fa sentire bene!

Prima di salutare il nostro pubblico, alle mamme che sono la fuori e che hanno la tua stessa passione e ovviamente anche una base per poter creare il loro progetto, consiglieresti di buttarsi? Qual è il tuo consiglio?

Io consiglio sempre ovviamente di assecondare la propria passione! Se uno davvero, una persona, una mamma, sente davvero di avere questa cosa da fare, di buttarsi, studiare e cercare di capire se effettivamente è una cosa che si può fare, se è una cosa che ne vale la pena. Una cosa importante però è non sentirsi mai arrivati, perchè comunque anche io continuo a fare dei corsi, continuo a cercare di capire, imparare cose nuove, non mi sento mai arrivata però se dentro di te senti che questa qua è la tua strada, cioè senti che proprio è quello che vuoi fare, di non aver paura e di farlo! Anche se si hanno 40 anni e sembra di aver già fatto tutto, di non dar peso a queste voci, però di farlo consapevoli!

Io posso solo augurarvi di trovare un lavoro che vi faccia parlare con gli occhi che ha Federica in questo momento perchè è emozionata mentre parla e si vede che è felice!

Noi ti ringraziamo e ti auguriamo veramente ogni bene, soprattutto nel tuo lavoro e fate anche un salto sulla sua gallery così potete capire meglio la tipologia di progetto che lei porta avanti sul visual storytelling.

Grazie mille a te Federica e ciao a voi e alla prossima!

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