Mamme di successo

Mamme di successo: intervista a Barbara di Chizzocute

Questo mese siamo andati in Brianza e abbiamo incontrato una vera professionista del mondo del marketing e della comunicazione: Barbara Chizzolini, in arte Chizzocute che ci racconterà di quali sono state le motivazioni che dopo vent’anni di lavoro in azienda l’hanno spinta a creare il proprio progetto.

intervista a Barbara Chizzolini in arte Chizzocute

Le mamme scelte da Koala Babycare non sono Wonder Woman, sono mamme normali che affrontano la vita di tutti i giorni e si impegnano al massimo per essere donne e mamme realizzate e felici sia nel lavoro che in famiglia.

Questo mese siamo andati in Brianza e abbiamo incontrato una vera professionista del mondo del marketing e della comunicazione: Barbara Chizzolini, in arte @chizzocute

Ci racconterà di quali sono state le motivazioni che dopo vent’anni di lavoro in azienda l’hanno spinta a creare il proprio progetto.

Pronta a sentire la sua storia, leggila o ascoltala subito!

 

Mamme di successo: intervista a Barbara di Chizzocute – Koala Babycare

Buongiorno mamme eccoci qua con Barbara Chizzolini (su Instagram @chizzocute) che lavora nel campo della comunicazione da oltre vent’anni e quindi sarà molto bello ascoltare la sua storia e soprattutto del suo cambiamento dall’essere dipendente alla realizzazione del suo progetto personale!

Dopo aver lavora per oltre vent’anni nel mondo del marketing e della comunicazione di eventi, sempre in aziende multinazionali dove ho avuto la possibilità di sviluppare tante skills, avevo voglia di mettermi in proprio e creare dei progetti miei.

Ho sempre pensato che il mio lavoro si potesse svolgere solamente in azienda ma a farmi cambiare totalmente idea come capita spesso alle donne è stato la nascita di un figlio.

Io ho avuto Andrea a 40 anni e quello che durante tutta la maternità continuavo a ripetermi era che non volevo dovere chiedere permesso a nessuno per poter decidere quando e come stare con Andrea soprattutto in determinate occasioni, quando il bambino sta male oppure se ci sono le feste all’asilo,

Quando hai iniziato a pensare al progetto Chizzo Cute?

Durante i mesi di maternità ho pensato di dare vita a @chizzocute che è nato un po’ come progetto che mi desse la possibilità di capire cosa stesse dall’altra parte rispetto al mio lavoro tradizionale (io in azienda mi occupavo anche di digital pr), volevo approfondire il mondo del blogging e dell’influencer, che era agli albori, e capire quali fossero le dinamiche che stavano dietro a questa cosa.

Sono rientrata in azienda dopo la maternità per cinque mesi e in questi cinque mesi il blog è cresciuto ulteriormente diventando un magazine con 40 collaboratori e quindi ho deciso di lanciarmi non nel buio, non nel vuoto ma di lanciarmi con un bel piano b che già mi stava dando una remunerazione, non come uno stipendio, ma mi dava la possibilità di mettermi nella posizione di scegliere.

Come si sta sviluppando il tuo progetto?

Dopo @chizzocute dove racconto la mia vita a 360°, quindi non solo quella che è la mia vita di mamma ma quelle che sono le mie passioni, dall’interior al food a vivere in Brianza nel verde, è nato il mio secondo progetto che è @bedreamer_digitalatelier che è un atelier digitale dove ci occupiamo di eventi e di marketing digitale (dal progetto di influencer marketing alla gestione social e quant’altro).

É nato perché tutta una serie di persone che io avevo conosciuto nelle varie attività lavorative avevano iniziato a contattarmi per propormi dei lavori. Quindi ho voluto dare un nome e rivestire con un brand quelli che erano tutti gli skills che senza rendermi conto del giro di vent’anni avevo comunque maturato.

Ecco che il coraggio torna perché mi è capitato per alcuni clienti di dover tenere degli speech importanti di fronte a tantissime persone e io sono una persona che teme molto il public speaking, ma quello che mi ha spinto a farlo è stato pensare ad Andrea.

Per cui devo dire che la cosa che hai detto prima è molto vera, noi mamme riusciamo a trovare in noi delle risorse come donne che prima della maternità spesso non sappiamo di avere.

Tu hai seguito un percorso lavorativo molto naturale, da lavorare nella comunicazione in azienda sei passata al lavoro indipendente. Come hai vissuto la differenza tra la vita lavorativa da dipendente a quella da partita iva?

Da dipendente io lavoravo comunque molte ore perché avevo tutta una serie di responsabilità aziendali per cui lavoravo comunque tanto e non c’era la possibilità di organizzarsi perchè uscivo di casa alle 7 e rientravo alle 9 di sera tutti i giorni e capitava spesso di dover essere disponibili anche nel weekend. In generale in azienda spesso c’è anche la difficoltà del far capire le esigenze di una mamma e spesso molte mamme lavoratrici devono purtroppo demandare alcune cose ai nonni o alla tata, mentre io quei momenti volevo viverli con Andrea.

I primi anni ho lavorato molto più di prima perché c’era ovviamente tutto un network da costruire e c’era anche una serie di conoscenze specifiche da fare per cui io ho voluto fare dei corsi di specializzazione, dei master.

E ora com’è il tuo lavoro?

Ma oggi posso dire che per me è uno slow living, magari per altri è una vita normale ma per me che entravo in azienda alle 8 e uscivo alle 9 di sera e non avevo mai pause pranzo oggi come oggi poter accompagnare mio figlio alla 8 mezza e non preoccuparmi se alle 9 non sono ancora alla scrivania, o decidere di fissare la visita oculistica alle 4 del pomeriggio è tanto. Ora posso organizzare il mio tempo, posso decidere anche se ci sono i presupposti per farlo di prenderci una giornata ogni tanto durante la settimana e passarla solo noi due, un momento che possiamo goderci e ogni tanto lo facciamo con piacere!

Questo è ciò che vale di più!

Io invito tutti a visitare il tuo profilo Instagram @chizzocute e il tuo blog www.chizzocute.it e seguire tutti i tuoi lavori!

Grazie mille Barbara! Ciao a tutti, alla prossima puntata!

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