GravidanzaIl medico risponde

Partorire ai tempi del Covid-19: i consigli dell’ostetrica

Si nasce anche ai tempi del coronavirus; dobbiamo credere che una buona esperienza di parto e di post partum possa avvenire anche in questa situazione.

mamma con pancione

Articolo a cura della Dott.ssa Stefania Azzalini – Ostetrica

A tutte le donne che sono a fine gravidanza in questo momento storico di emergenza sanitaria, vorrei mandare un segnale di positività e di benessere.

Si nasce anche ai tempi del coronavirus; dobbiamo credere che una buona esperienza di parto e di post partum possa avvenire anche in questa situazione.

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La chiave fondamentale è comprendere quali sono i nostri reali bisogni e conseguentemente effettuare delle scelte che ci permettano di partorire ed accogliere il nostro figlio nel modo che sentiamo più consono.

 

Un consiglio per tutte le mamme in attesa

Per una buona nascita, è fondamentale curare la gravidanza: anche se siamo in quarantena cercate di nutrirvi di ‘buono’.

Evitate di sintonizzarvi tutta la giornata con la televisione e i notiziari, deputate a questo non più di 2 momenti nell’arco della giornata, in modo da evitare di esporvi eccessivamente allo stress.

Cercate di riempire il vostro tempo con gesti positivi:

  • cucinate dei pasti sani e che vi mantengano in salute, evitate l’eccesso di dolci e cibo spazzatura,
  • fate del movimento: è fondamentale anche in quarantena, dedicare almeno 30 minuti a camminare al giorno. Anche se si tratta di pochi passi nella nostra abitazione o nel nostro piccolo giardino. In tutta Italia sono attivi dei bellissimi corsi di movimento per la gravidanza Online; ad esempio i corsi di yoga in gravidanza che propongo, diventano un appuntamento preziosissimo per le mamme che lo frequentano, che non vedono l’ora che arrivi il momento della successiva lezione.
  • nutrite la relazione con il vostro bambino: anche semplicemente poggiando le vostre mani sul ventre potete entrare in contatto con lui o con lei. Oppure dedicatevi ad ascoltare della musica o a disegnare e a colorare lasciando emergere le vostre emozioni quando pensate a lui o lei. Parlare, raccontare storie ed interagire con il bambino nella pancia aiuta a entrare in relazione con chi nascerà; coinvolgete anche i papà in questo, anche se spesso all’inizio sono un pò ritrosi… vedrete che sarà un momento meraviglioso.

Cosa fare se il parto si avvicina

Se il parto si avvicina, cercate di pensare a cosa vi può aiutare a stare bene e a sentirvi assistite nel modo migliore per voi.

Alcuni ospedali, purtroppo, non permettono l’ingresso dei papà in sala parto, come norma preventiva anti COVID.  Se la presenza del papà durante il travaglio è una nostra priorità possiamo orientarci verso un’altra struttura, e ce ne sono moltissime, che permetta l’accesso del papà durante tutto il travaglio  attivo ed il parto.

Nella maggior parte delle strutture ospedaliere il papà o i parenti non sono ammessi nel post partum, per cui la mamma rimane con il suo piccolo, assistita dalle esperte mani delle ostetriche e del personale ospedaliero.

Se sentite di avere dei desideri diversi da quanto potrebbe succedere andando in ospedale alle prime contrazioni e rimanendo per tutta la degenza post partum, vi racconto come noi, ostetriche, possiamo prestarvi assistenza:

1. Parto in casa

Se durante questa quarantena maturate il desiderio di stare a casa durante tutti i prodromi e la prima parte del travaglio, potreste contattare un’ostetrica libera professionista vicina a voi, che vi può spiegare come vi potrebbe assistere ed accompagnare a vivere questo momento in sicurezza ed estrema serenità nell’intimità della vostra casa, per trasferirvi in ospedale nelle ultime fasi del travaglio e per la nascita.

Per alcune donne,  è maturata una consapevolezza diversa, che le ha portate a scegliere un luogo di nascita diverso dall’ospedale, sono numerose ed intime le motivazioni che le portano a questa scelta; questo pensiero spesso comprende anche la possibilità di trascorrere insieme al proprio partner tutto l’evento nascita, inclusi i giorni post partum e evitare di recarsi in ospedale salvo situazioni di particolare necessità.

Queste donne scelgono di partorire in casa o in casa maternità; se vi incuriosisce questa possibilità contattate un’ostetrica che si occupi di questo, entro massimo 32 settimane di gravidanza per verificare la fattibilità del parto a domicilio; ed in presenza di ottimi presupposti di salute sia materna che fetale, ci si può preparare per una nascita a casa.

Dall’inizio di questa quarantena ho ricevuto molte richieste di assistenza di parti in casa e sono nati diversi bellissimi bambini, nell’intimità della loro casa, in completa sicurezza.

2. Assistenza post-parto in ospedale

In caso invece mamma e papà si sentano più sereni a partorire in ospedale esiste un’altra  possibilità: la nascita avviene nella struttura scelta e si decide di firmare per una dimissione precoce (8-12 ore dopo il parto).

In questo caso è fondamentale avere un’ostetrica di riferimento che possa venire direttamente a casa vostra per fare tutti i controlli che servono, garantendovi salute, ma allo stesso tempo di condividere questo momento con il papà.

La scelta migliore

Nessuna di queste possibilità è giusta o sbagliata; sono tutte delle opzioni valide a seconda di ciò che la madre sente giusto per sè.

Per una buona esperienza di parto è fondamentale entrare in contatto con le proprie aspettative e la possibilità o meno che queste possano essere corrisposte a seconda della struttura scelta e del modello assistenziale applicato.

Anche in una situazione complessa, come quella che stiamo vivendo, possiamo avere una buona esperienza di nascita.

Un ultimo consiglio

Chiedete, informatevi, siate curiose! Non abbiate paura di porre domande a chi vi segue in gravidanza. Inoltre esistono numerosi autori preziosissimi, di cui potete leggere dei libri in questi giorni di lentezza, ve ne cito alcuni: Verena Schmid, Ina May Gaskin, Michel Odent, Frederick Leboyer, Marta Campiotti.

Diventare consapevoli dei nostri bisogni  non basta, è importante attivarsi pro-attivamente: chiedere come è il protocollo assistenziale della struttura che abbiamo scelto ci permette di capire se potrebbe essere giusta per noi, o se sarebbe meglio orientarci verso un altro ospedale o un diverso luogo di parto.

Come ultimo punto di attenzione, vi lascio anche la possibilità di venire seguite a casa anche semplicemente nel periodo post partum, per intenderci dopo la dimissione dall’ospedale.

Molti dubbi e paure emergono in questi momenti, potrebbero esserci delle difficoltà con l’allattamento o dolore al perineo (in caso ci siano stati dei punti di sutura): mamme sappiate che non siete sole! Le ostetriche possono venire a casa vostra e assistervi e accompagnarvi anche in questo.

L’assistenza alla gravidanza, al parto e al post partum è considerata indifferibile ed improrogabile, perciò, se contattate, le ostetriche arriveranno, dotate di mascherina e guanti, ma con un grande sorriso e tanta voglia di aiutarvi a stare bene e a prendervi cura di vostro figlio.

Dott.sa Stefania Azzalini, ostetrica indipendente

Master in Medicine non Convenzionali nell’assitenza ostetrica
Formata presso Scuola Elementale di Arte Ostetrica
Attiva a domicilio nel territorio della Brianza e nel Lecchese.
Negli studi medici Centro Yule (Carate Brianza) e Casamedica (Bergamo).

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