Il medico risponde

Il medico risponde – Bambini e smartphone: come comportarsi

Quante volte i bambini si calmano improvvisamente davanti allo schermo di uno smartphone? Ma conosciamo davvero i rischi e le conseguenze di questo comportamento? Capiamolo meglio insieme al Dott. Silva.

Il medico risponde è la rubrica di Koala Babycare per informare, rispondere e aiutare tutte le mamme. Ogni mese medici, professionisti e esperti del settore faranno chiarezza con parole semplici ma professionali su temi riguardanti la prima infanzia e il mondo della maternità.

Nella terza puntata della nostra rubrica “Il medico risponde” affrontiamo insieme al Dott. Matteo Silva, Osteopata pediatrico presso il Centro Yule, un tema molto attuale: l’utilizzo degli smartphone e tablet nei più piccoli. 

I bimbi si calmano improvvisamente quando vedono lo schermo, ma conosciamo davvero i rischi che questo comporta al loro sviluppo psico fisico?

 

Il medico risponde: Bambini e smartphone: come comportarsi

Lo studio della Società italiana di Pediatria

Nelle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel paragrafo riguardante la sedenterarietà, che abbiamo affrontato durante la prima puntata della rubrica, veniva sottolineata l’importanza di limitare lo screen time nei bambini in età prescolare, ovvero l’utilizzo di dispositivi digitali come smartphone e tablet. 

Queste raccomandazioni sono state affrontate poi dalla Società italiana di Pediatria in un articolo pubblicato il 14 Giugno 2018 che noi andremo a leggere, capire e a fare nostro in modo tale da capire qualcosa in più riguardo a quali sono le conseguenze i rischi di un’esposizione troppo precoce e prolungata dei media device. 

Ecco che cosa dice la Società Italiana di Pediatria a riguardo: “i bambini cominciano sempre prima a cimentarsi con dispositivi digitali […] in Italia 8 bambini su 10, cioè l’80% dei bambini tra i 3 e 5 anni di età sanno usare il cellulare. Il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita (ndr: dove lo screen time non è assolutamente raccomandato), il 70 % al secondo anno”, questi sono dei dati statistici riportati da studi scientifici ma i genitori sono davvero consapevoli dei rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce di questi dispositivi digitali?

 

Il presidente stesso della Società italiana di Pediatria il Dott. Alberto Villani, pediatra scrive: “Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali anzi alcune applicazioni hanno mostrato di avere un impatto positivo sull’apprendimento in età prescolare (purché usate insieme ai genitori), ma come pediatri che hanno a cuore la salute psico fisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati da un’esposizione precoce e prolungata ai media devices e quindi a smartphone e tablet. Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni sullo sviluppo neuro cognitivo sul sonno, sulla vista, sull’udito, sulle funzioni metaboliche, sulle sulla relazioni genitori figli e sullo sviluppo emotivo in età evolutiva.”

 

Ma soprattutto quello che è più importante è che i genitori diano il buon esempio limitando l’utilizzo dei dispositivi perché i bambini, si sa, sono dei grandissimi imitatori.

Quali sono i rischi e le opportunità dei media device sui nostri bambini?

1 – Apprendimento

I media device ostacolano o favoriscono l’apprendimento?

Secondo studi recenti l’uso dei touch screen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini perché questi ultimi hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta, di toccar con mano gli oggetti per affinare il pensiero e le capacità di problem solving. È vero che un bambino di età inferiore ai tre anni può apprendere nuove parole attraverso video, ma questo accade solamente se è presente un genitore che aggiunge altre informazioni. È anche vero che l’uso di applicazioni educative ben fatte promuove però l’apprendimento dei bambini in età prescolare e nei primi anni di elementari, ma sempre se scelte e affiancate da un adulto.

2 – Sviluppo

Da alcuni studi è dimostrato che un’elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo è correlata a uno scarso profitto in matematica, a bassi livelli di attenzione e anche a minori relazioni sociali con i coetanei. Sì invece alle applicazioni per disegnare, che potrebbero giocare un ruolo positivo nello sviluppo dei bambini e possono essere utilizzati in aggiunta ai tradizionali colori e gessetti.

3 – Benessere generale

L’utilizzo di strumenti elettronici durante l’infanzia per più di due ore al giorno è associato a un aumento del peso corporeo e a problemi comportamentali. Alcuni studi scientifici suggeriscono inoltre che esiste una correlazione tra utilizzo di tablet e cefalea e dolore muscolare soprattutto al collo e alle spalle dovuto a un’inappropriata postura e su questo, da osteopata, non posso che essere completamente d’accordo: un affaticamento visivo e un posizionamento cervicale in flessione verso il basso, aumentano il carico a livello cranio cervicale e di tutta la parte visiva favorendo l’insorgenza di una cefalea muscolo tensiva e di dolore a livello del collo e delle spalle.

4 – Sonno 

L’uso dei dispositivi multimediali può interferire con la qualità del sonno attraverso sollecitazioni causate sia da alcuni contenuti stimolanti sia dall’esposizione alla luce dello schermo che può interferire con ritmo circadiano (soprattutto quando l’esposizione avviene alla sera). Uno studio recente dimostra che i bambini (in età compresa tra 1 e 4 anni) che hanno la televisione in camera hanno anche una peggiore qualità del sonno, più paura del buio, incubi e dialoghi nel sonno. Facciamoci caso qualora ci possa venire utile per prevenire o per migliorare la nostra situazione

5 – Vista 

L’uso continuo dello smartphone può causare un disturbo di secchezza oculare, inoltre l’eccessivo uso degli smartphone a breve distanza può influenzare lo sviluppo di una condizione chiamata esotropia acquisita concomitante, che può dunque causare una tipologia di strabismo che si verifica quando appare una forma di diplopia (visione doppia) che coinvolge dapprima solo la visione lontana e poi anche quella ravvicinata.

6 – Udito 

La precoce e prolungata esposizione a intensi livelli di rumore senza periodi di interruzione nelle orecchie può portare un’alterata percezione dei suoni con possibili interferenze nello sviluppo del linguaggio della socializzazione nella comunicazione e l’interazione con altri bambini.

Raccomandazioni

La Società Italiana di Pediatria raccomanda dunque:

L’astensione dall’uso di dispositivi digitali

  • nei bambini di età inferiore ai 2 anni 
  • durante i pasti 
  • un’ora prima di andare a dormire 
  • Per la visione di programmi frenetici e rapidi (o contenuti distraenti e violenti) 
  • come pacificatore ideale per tranquillizzare calmare i bambini in luoghi pubblici.

Limitare l’esposizione a meno di 1 ora al giorno 

  • nei bambini di età compresa tra i 2 ei 5 anni a 

Limitare l’esposizione a meno di 2 ore al giorno 

  • per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni

Qua le linee guida della OMS dicevano una cosa molto importante: “less is better”, meno è meglio potrebbe essere. 

Importanza dei genitori

È accettata l’esposizione a programmi di alta qualità solo in presenza di adulti.

In un mondo dove i bambini stanno crescendo sempre più digital sempre più digitali i genitori giocano un ruolo fondamentale nell’insegnare loro come usare la tecnologia in maniera sicura. I genitori dovrebbero quindi scegliere le applicazioni, i giochi e i programmi selezionati in base all’età, e assicurarsi di quali siano quelle migliori per i loro bambini. Per essere certi della sicurezza di questi media device i genitori dovrebbero inoltre confrontarsi con il pediatra su cosa stanno vedendo i bambini e il pediatra deve ricordare ai genitori di essere un buon modello per i bambini perché loro sono grandissimi imitatori. 

Questo è quello che dice il bellissimo studio della Società italiana di Pediatria che veramente penso sia di una portata immensa. Leggiamolo, facciamolo nostro perché queste raccomandazioni ci aiuteranno tantissimo a noi come i genitori ma soprattutto ai nostri bambini. 

 

Dott. Matteo Silva

Osteopata pediatrico

www.centroyule.it

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